Sono partita alla volta di Pesaro, tuffandomi in un’avventura che mi metteva parecchia apprensione: stage di Olodanza.
Premetto che malgrado la confidenza con le tecniche psicorporee, la questione “danza” mi terrorizzava, esprimermi attraverso il movimento, proprio non mi apparteneva, con degli estranei poi!
Inoltre visto il mio fallimentare (ma stoico e tenace), approccio con la danza africana, non deponeva a favore della mia serenità, ma un qualcosa dentro mi diceva che ciò poteva essermi utile a dare un po’ di spazio alla principessa che è imprigionata dentro di me, adombrata completamente dal mio spirito guerriero.
Cerchio, breve presentazione, azione!
“vivo cammino” il primo tema, cominciamo a camminare allegramente, la musica è coinvolgente, il conduttore e creatore dell’Olodanza Romano Sartori è molto carismatico e rassicurante, si passa velocemente ad esercizi di scarica, molto energetici e oibò! Introduce la voce... penso che non ce la farò mai! Ancora scarica attraverso i salti e il respiro rumoroso, qualcosa comincia a sciogliersi dentro di me e una giocosa serenità mi invade... rido.
Penso che siamo pazzi, ma anche: macchisseneimporta!
“Happy dance” esprimiamo la gioia attraverso il movimento delle braccia e delle mani... mica mi viene tanto facile, ma siamo in ballo e quindi balliamo, dolcemente mi lascio andare... piacere ed energia cominciano a salire.
Poi qualcosa che mi viene facile: esercizio di radicamento, sono una montagna, una montagna che respira potentemente, e qui la mia voce comincia a liberarsi, poi “danza pestante” sempre più forte, sempre più veloce, sempre più trascinante, ormai ballo come una tarantolata, rapita dalla mia stessa energia, come mi viene, è il mio corpo che balla libero e primitivo, sento in me Shiva Nataraja la divinità indù danzante, sono la musica stessa, sono il movimento, sono energia.
Ho sperimentato la libertà di essere, quel che sono, per come sono dentro, senza la preoccupazione delle sovrastutture mentali di rendermi “presentabile”.
Poi ha seguito una parte dedicata al contatto, attraverso il massaggio, dare e ricevere cura e ancora una parte meditativa.
Abbiamo continuato per cinque meravigliosi giorni, tutto il giorno. La seconda sera sono andata a dormire stanchissima, mi sono trascinata sotto le coperte e proprio mentre stavo per cedere alle lusinghe di Morfeo, di nuovo è salita in me la musica, ero immobile, ma ballavo, ballavo dentro con un’energia sorprendente con un senso di libertà mai sperimentato prima.