Sabato e domenica ho partecipato al convegno che si è tenuto presso la Croce Rossa Italiana, intitolato ACCREDITARE I COUNSELORS E DIFFONDERE IL COUNSELING, è stato molto interessante e vorrei condividere con voi quello che è emerso in merito al riconoscimento della professione di counselor.
L'Ing. Lupoi, Coordinatore del Colap, ci ha informati che, non appena "sentito puzza di bruciato" in merito al disegno di legge del ministro Mastella, ha cercato di aggirare l'ostacolo appellandosi al D.Lgs di recepimento della direttiva comunitaria 2005/36/Ce (qualifiche professionali) approvata in fase preliminare dal Consiglio dei Ministri il 27 luglio 2007 ed ora alla firma del Presidente della Repubblica.
A detta di Lupoi, il Governo è alle strette, in quanto dovendo "accettare che i professionisti degli altri paesi europei operino in Italia" è necessariamente obbligato ad aderire alle suddetta direttiva, altrimenti a "molti nostri professionisti verrebbe impedito il percorso inverso, ed assieme lasciare sguarniti molti tavoli tecnici, dove si discuteranno le piattaforme comuni, oppure dar loro la possibilità di parteciparvi".
Adesso, continua Lupoi, tocca alle varie Associazioni muoversi, presentando la propria candidatura al Ministero della Giustizia affinché questo riconosca al più presto le dette associazioni delle professioni non regolamentate, motivandosi ancor più a stringere i tempi.
Vi allego qui di seguito della rassegna stampa così da rendervi più chiare le idee.
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RICONOSCIMENTO IN ARRIVO
Lupoi: più flessibilità per il mercato dei servizi.
Sono state fissate dalla Camera i criteri per individuare le associazioni e le stesse saranno ammesse a partecipare ai tavoli di concertazione europea. L'occasione è il decreto legislativo che recepisce la direttiva sulle qualifiche professionali. E' ripresa così la bagarre infinita tra associazioni e ordini. Che definiscono il tutto una débacle.
Abbiamo rivolto alcune domande a Giuseppe Lupoi, numero uno del Colap, il coordinamento delle libere associazione professionali.
Presidente, dopo tanti anni di attesa, quasi ci siamo; il vento sembra cambiato. Cosa ne pensa di questa fuga in avanti del Governo nei confronti delle associazioni?
No. Non mi sembra proprio che si tratti di una fuga in avanti!
La Camera ha semplicemente dato un parere favorevole allo schema di recepimento della direttiva 36/05 del Governo che va nell'interesse di tutto il sistema professionale italiano. Nelle ultime tre legislature il Governo italiano ha approvato tre diversi disegni di legge per la riforma della professioni (il ddl Flic nel 1997, il ddl Fassino nel 2000, il ddl Mastella nel 20006). L'aula, però, non ha dedicato neppure un minuto all'esame di questi ddl perché sono sempre stati bloccati nelle varie commissioni di merito: audizioni, indagini conoscitive, redazione di testi unificati, etc. Tanto lavoro, ma nessun risultato. Il nodo che ha bloccato l'iter dei ddl non sono state, come si dice, le tariffe, la pubblicità, la conflittualità tra le attribuzioni dello Stato e delle Regioni, quest'ultima conseguente alla scellerata approvazione delle modifiche alla Costituzione del 2001. Il vero scoglio sul quale si sono infranti tutti i tentativi di riforma è stata la regolamentazione delle libere associazioni professionali. Da una parte c'è chi ritiene che debba essere lo Stato, e solo lo Stato, per il tramite di enti pubblici appositamente istituiti, gli ordini professionali, ad autorizzare l'esercizio di ogni atto professionale, sulla scia delle concezioni dei primi anni del secolo scorso caratterizzati dalla staticità dei saperi, dall'altra chi pensa che la società della conoscenza nella quale viviamo, con il suo vorticoso evolversi, richieda strumenti aggiuntivi più flessibili, come le associazioni professionali. E' un legittimo scontro sui principi. Certo fa meraviglia che partiti che si dicono liberali e modernizzatori abbiano strenuamente difeso lo statalismo del primo Œ900. Ora però il ritardo accumulato ha obbligato il Governo, che deve recepire la direttiva 35/06, ad una scelta: accettare che i professionisti degli altri paesi europei operino in Italia, mentre a molti nostri professionisti verrebbe impedito il percorso inverso, ed assieme lasciare sguarniti molti tavoli tecnici, dove si discuteranno le piattaforme comuni, oppure dar loro la possibilità di parteciparvi.
La scelta sembra obbligata e il Governo la ha fatta in modo assolutamente responsabile. Basta un esempio. Le professioni per il benessere (che le statistiche indicano in grande crescita e con le migliori prospettive occupazionali) censiscono oltre 100 diverse attività professionali. In assenza del provvedimento, ai tavoli tecnici per la definizione di quelle piattaforme, per l'Italia avrebbero diritto a partecipare solo i rappresentanti degli ordini che ignorano tutto di questo settore e di queste professioni. Il risultato per i professionisti italiani del benessere sarebbe di trovarsi costretti ad adeguarsi a piattaforme concordate e stabilite da altri con evidente grave danno per la capacità competitiva loro, degli enti di formazione e dell'intero comparto produttivo.
Ecco perché non ritengo che la Camera abbia fatto una fuga in avanti. Anzi, molto responsabilmente, ha aumentato e reso più stringenti i requisiti che le associazioni devono avere per accedere ai tavoli tecnici. E questo ci trova assolutamente d'accordo.
Il testo la soddisfa pienamente?
A dire il vero il testo, così come suggerito dalla camera, presenta alcune difficoltà di interpretazione che però sono fugate dalla lettura del resoconto della seduta dove si dice chiaramente che la proposta, poi approvata, vuole raggiungere una tripartizione delle categorie, includendo le professioni di carattere intellettuale ma non regolamentate. Ritengo che il Governo, nella stesura finale, non avrà difficoltà a porre riparo alla incertezza del testo.
Se l'esecutivo conferma, come si spera, le indicazioni della Camera, secondo lei serve ancora la riforma delle professioni?
La riforma diviene ancora più urgente di prima.
Probabilmente ora sarà anche più facile ottenerla perché il nodo che la bloccava è stato sciolto. A questo proposito devo dirle che sono rimasto molto meravigliato della reazione davvero scomposta del coordinamento degli ordini quando non viene leso nessun loro diritto acquisito, non viene intaccata alcuna loro competenza. Anzi il sistema viene rafforzato dalla presenza di altri protagonisti, che non potranno non essere qualificati, visti gli elevati requisiti richiesti e gli ordini, in quanto enti sussidiari dello Stato, dovrebbero solo che essere contenti.
Il riconoscimento. Così come dato da Mantini e Chicchi, ha più un valore tecnico operativo o è anche un segnale politico?
Ci auguriamo che sia entrambe le cose.
Cosa succede per il Colap, dopo il via libera del Consiglio dei ministri?
Tanto nuovo lavoro per accompagnare al meglio le associazioni meritevoli verso la registrazione
ASSOCIAZIONI COL BOLLINO A FINE MESE
Entro ottobre il dlgs qualifiche. Ordini sul piede di guerra
Un pezzo di riforma delle professioni con il recepimento della direttiva qualifiche. Si tratta del riconoscimento delle associazioni e della conseguente possibilità per i soggetti dotati di bollino blu di rilasciare attestati di competenza ai professionisti iscritti. E´ quanto suggeriscono le commissioni riunite II e X della camera attraverso "il parere favorevole con osservazioni e condizioni" allo schema del dlgs di recepimento della direttiva sulle qualifiche professionali.
Quest´ultima dovrà ricevere il via libera definitivo entro fine mese.
Ma gli ordini sono già sul piede di guerra. Mantini, uno dei relatori al decreto legislativo, argomenta così il parere: "Sono stati stabiliti principi efficienti per favorire il libero esercizio delle professioni in Europa che è condizione essenziale per la crescita dell´economia della conoscenza e dei servizi. Sono stati inoltre fissati criteri per il riconoscimento delle associazioni delle professioni non regolamentate, le cosidette nuove professioni, che ora potranno essere individuate attraverso un semplice decreto del ministro della giustizia di concerto con il ministro delle politiche comunitarie. Le associazioni così individuate potranno anche rilasciare, ai sensi della direttiva comunitaria 92/51, l´attestato di competenza ai propri iscritti aprendo la strada a una prima forma di certificazione dei nuovi skill professionali".
ASSOCIAZIONI, C´E´ IL RICONOSCIMENTO
Ok al riconosimento delle associazioni. Rimandati gli attestati di competenza da rilasciare ai professionisti non iscritti ad un albo.
Il consiglio dei ministri ieri ha approvato "salvo intese" il dlgs di recepimento della direttiva qualifiche, che vuol dire che oggi a Palazzo Chigi gli uffici legislativi interessati alla questione cercheranno di capire se ci sono margini, senza uscire dalla delega, per definire meglio questo aspetto
Lupoi: "Ordini e associazioni lavoreranno insieme per obiettivi comuni" direttiva Qualifiche, grande soddisfazione per il testo approvato ieri dal Cdm Colap: "Inizia la sinergia tra sistemi professionali... Il primo vero passo in avanti per una sinergia tra i
vari sistemi professionali esistenti" con queste parole Giuseppe Lupoi, coordinatore nazionale del Colap (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), definisce il provvedimento finale del decreto legislativo di recepimento della direttiva qualifiche approvato ieri, martedì 23 ottobre, dal Consiglio dei Ministri. Il documento ha recepito i pareri espressi, le scorse settimane, dalle commissioni competenti di Camera e Senato.
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L'approvazione di questo testo continua Giuseppe Lupoi in linea con le direttive comunitarie, dimostra come anche le istituzioni politiche abbiano compreso l'importanza del ruolo rivestito dalle associazioni nel tessuto economico e sociale italiano".
"Finalmente ordini e associazioni lavoreranno insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni quali la competitività del paese, la mobilità professionale e la tutela del consumatore - utente. Questo successo conclude il coordinatore nazionale del Colap non ci allontana però dalla ferma convinzione di realizzare al più presto una riforma delle professioni che dia pieno riconoscimento alle associazioni, al momento soltanto legittimate, e porti a completamento un lavoro che nonostante lunghi anni di attese è finalmente cominciato".